I Luoghi del Cinema

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Solitamente, un film lo si guarda stando seduti su una poltrona, comodamente all’interno di un cinema, un’arena o un decrepito drive-in. Ma pur stando fermi, si ha quasi l’impressione, e questo ogni volta, d’iniziare a muoverci, fino a spostarci lentamente lungo una linea invisibile. Si ha l’impressione di entrare dentro i luoghi, tangenti e pienamente visibili, appartenenti al film. Quegli stessi luoghi che noi abbiamo già percorso, se non fisicamente, almeno mentalmente o in sogno. Perché il cinema è un grande sogno da vivere ad occhi aperti. A volte non si ha il tempo nemmeno di una sosta e allora diventa tutto un grande infinito road-movie. Le strade della vita si colorano di una nuova vita e la luce si fa più raggiante e per questo invitante.

Ogni film gioca con il labile confine annesso al visibile/invisibile del filmico/profilmico, ossia ciò che è davanti e dietro la macchina da presa. Tutti i film, e dentro di essi i personaggi, viaggiano attraverso luoghi apparentemente lontani che danno l’impressione di essere già logori di una visione plurima. Anche nel film non visto c’è dentro qualcosa di già visto. È la nostra memoria di cinefili, la nostra percezione di assolutisti del sogno che ce li fa sembrare vivi e per questo palpabili e vicini. Vicini a noi stessi e ai nostri desideri di fanciulli. Ogni film è una favola a sé stante, indissolubilmente legata a l’altrove, il passo intimo e decisivo verso la forma del sogno, quella più vicina alla natura stessa del linguaggio cinematografico.

I luoghi del cinema somigliano a degli assiomi che codificano i generi attraverso leit-motiv. Appena inizia un film di un genere specifico ci rendiamo subito conto che i luoghi che attraverseremo con la nostra vista sono luoghi scopici, classici topoi che valgono come codici identificativi ben precisi e a sé stanti. Così, a primo impatto memoriale, possiamo benissimo collegare il genere horror (tra i primi a nascere nella storia del cinema) alla casa abbandonata, il noir alla metropoli notturna e fumosa, il western al deserto e i cowboy con i loro cavalli, il musical alla musica con le sue canzoni e con tutti gli indomabili danzatori, la fantascienza allo spazio cosmico o ai pianeti lontani e via dicendo.

I luoghi e le ambientazioni, i luoghi di passaggio e di attraversamento, i luoghi confinati, confinanti e sconfinanti, i luoghi stretti e ampi, i luoghi domestici e pubblici, ci aiutano a riconoscere la direzione ideale dei film, una direzione che già conosciamo ma che ogni volta, a primo impatto, ci sembra di attraversare per la prima volta.

Ognuno si produce il proprio cinema, proprio perché è il cinema stesso a riprodurre noi viventi in forme diverse di adattamento nella consapevolezza del globo terrestre.

Il Cinema è un album inesauribile di luoghi. Luoghi tangibili eppure equidistanti. Spazi in movimento. Tempi unici.

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