Little Bird

little bird beckIl piccolo uccellino che l’infanzia porta a spasso nel mondo, immagine archetipa di un trascorso-viaggio nei territori inconsci dei ricordi, dei sogni, dell’immaginario infantile e adolescenziale. Il giovanissimo regista russo Vladimir Beck, esordiente a diciassette anni e al suo secondo lungometraggio, sceglie di raccontare gli aspetti più poetici ed evocativi delle fasi giovanili tramite questi aspetti primari della conoscenza della visione. Nel suo modo di concentrarsi sugli sguardi, sui corpi di questi ragazzi, sceglie volutamente di offrire al pubblico una storia non lineare, privilegiando tutti gli aspetti carezzevoli del fare cinema nella sensibilità artistica con cui sceglie di mettersi al servizio degli spazi entro cui inquadrare e monitorare la gioventù bella e inquieta, quella giovinezza pronta sempre in ogni momento ad innamorarsi profondamente, ma anche incautamente. Su quel sentimento nell’espressione dell’essere inavvertitamente incauti, si regge il peso di un film in grado di prendersi i suoi tempi, un po’ come il Piavoli di Voci nel tempo. Se Ken Loach raccontava in Kes dell’affetto di un ragazzo adolescente, chiuso e introverso con problemi in famiglia e a scuola, per un falco, Beck vede nel piccolo uccellino la metafora ulteriore di una via di fuga tangibile e toccabile con mano, quella del bosco, degli interstizi verdi che aprono il cuore e che sono capaci di sfuggire inesorabilmente nella scoperta di amori ancora inconsistenti o tutt’al più travolti dalla passione. In questo senso Little Bird è un film contemplativo: la natura, il sesso, l’amore. Contempla in maniera fervente le piccole grandi cose che ci circondano e che ci rendono in un certo modo unici agli occhi dell’universo. Perché è quell’universo intento a scrutarci attentamente che ci fornisce la chiave di accesso all’ambiente circoscritto entro cui si muovono i personaggi del film, interpretati da tutti giovani bravi attori russi (molto probabilmente anche da non professionisti). Beck privilegia il suono donandogli risonanza magica affine alle immagini che si perdono e si ritrovano, proprio come la gioventù che si rincorre senza sballarsi e che si sedimenta in un laghetto di assuefazione ai palpiti del cuore, nello sballo della musica di una canzone, di un’immagine da riprendere e deformare, o nello splendido atto di bellezza di una natura che osserva, come noi spettatori del resto, senza porre giudizio alcuno. Tutto questo insieme di elementi però non sono sorretti da una convincente struttura drammaturgica e a volte, le ampie folate di emozionalità non raggiungono certe altezze perché forse ancora troppo acerbe e avvinte sulle loro elucubrazioni visivo-percettive. Ma forse questo non era nemmeno fondamentale, in quanto l’obiettivo principale di Beck era quello di rendere palpabili gli istanti inafferrabili che il tempo conserva con sé, tanto da privartene di un nuovo splendido vissuto. E in questo senso Little bird non fallisce, anzi si rivela essere un piccolo grande film di un autore del quale sentiremo certo parlare in futuro.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...