Amama – Incontro col regista Asier Altuna

amama

2015-09-07, Donostia. Asier Altuna zinemagileari elkarrizketa. 07-09-2015, San Sebastián. Entrevista al cineasta Asier Altuna.

Il regista basco Asier Altuna, vincitore di diversi premi nel mondo, presenta alla 10° edizione del festival del film di Roma il suo terzo lungometraggio dal titolo Amama, rurale vicenda sulla difficoltà di sradicarsi laddove si hanno profonde radici nella traccia della propria esistenza. Tradizione arcaica secolare di una famiglia cresciuta in una fattoria in pietra circondata da una florida e verdeggiante vegetazione nella quale la nonna Amama ha attecchito i suoi valori, la sua parte più intima. Un ambiente di natura atavico, nel quale la giovane Amalia cerca di venire a capo attraverso l’arte, come in forma a tratti artistica, sperimentale, surrealistica, trova il modo di raccontarcelo Asier Altuna, in un andirivieni contornato da folgorazioni visive e da pause riflessive sul paesaggio e gli stenti del privato.

Quanto ha influito il suo legame con l’ambiente rurale presente nel film?

Sono nato in una fattoria, tutta la mia infanzia l’ho vissuta lì. Nonostante questo non penso di avere una relazione con il mondo rurale. La storia non ha nulla a che vedere con la mia vita, è finzione, ma in qualche modo è un mondo che conosco molto bene e che noi abbiamo finito per abbandonare. Ho ritratto un mondo che va sparendo, che fa parte della generazione dei miei genitori. Il mondo è la fattoria, è quella realtà. Un mondo spirituale dove ci sono protagonisti con mani grandi che valgono quanto la terra che toccano. Questa è la rappresentazione di un mondo che sta finendo.

La parte più sperimentale, di ricerca del suo film, ha reminiscenze legate alla sua infanzia o è più parte di un immaginario influenzato dai film dell’orrore?

No. Sono immagini che vengono dalla mia infanzia, dalla famiglia, ma non ha niente a che vedere con i film del terrore. Sono immagini surreali che del resto ho già usato nei miei primi cortometraggi. Derivano da delle intuizioni molto personali, in cui volevo rappresentare una parte essenzialmente intima della mia vita.

Cosa rappresenta l’immagine di forte impatto dell’albero e della natura e come vi associa all’interno la figura della nonna?

Ho sempre pensato che la natura dovesse essere al centro e attorno alla fattoria. Questa idea è nata grazie a un poema che ho letto e da quel momento ho cominciato a pensare al film, sono stato al bosco, ho disegnato gli alberi e si è generato un immaginario continuo al quale ho dato molta rilevanza, lasciando che la natura stessa emergesse sopra ogni cosa. Da una parte penso che Amama sia molto relazionata con la natura, ma anche il padre lo è, seppur in maniera diversa. La nonna è quasi un’estensione della natura. Ci sono immagini surrealiste, come quella in cui l’albero segue la nonna o in cui la nonna cerca di trattenere con una corda uno dei componenti della famiglia. Molte immagini hanno a che vedere anche con il tempo. La nonna rappresenta la via diretta per accedere a quell’ambiente.

Sì, è anche un modo per affermare che nel momento in cui metti radici poi diventa complicato sradicarle. Esattamente. Questo è proprio il tema centrale del film.

Il suo film si avvale di una discontinuità di racconto propulsiva, stimolante sotto certi aspetti, e l’ambientazione del suo film mi ha fatto pensare a certi film di Carlos Saura. Si sente legato al cinema di questo grande regista spagnolo?

M’ispiro più a Julio Medem e in particolare a Vacas. Una pellicola che amo tantissimo e anche in questo caso si tratta di un film rurale basco. Spesso e volentieri nei film di ambientazione rurale l’idea è che il conflitto venga da fuori (come in Deliverance), io invece ho cercato di farlo partire proprio dall’interno della casa.

Sei appassionato di film horror visto che negli ultimi quindici anni in Spagna sono stati frequentemente prodotti?

M’incantano tutto i tipi di cinema, ma quelli horror mi fanno spesso paura. Esiste un festival del terrore a San Sebastián in Spagna e per chi ama quel genere è praticamente una festa.

amama trees

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