By the Sea

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Quel mare ha l’azzurro più azzurro del cielo e le sue onde attirano lo sguardo della donna, la moglie del marito scrittore, ritiratasi dalla città per un soggiorno. Se ne sta sola in una stanza d’albergo spaziosa, moderna, elegante, come il suo portamento. Il suo nome è Vanessa, un’ex ballerina con un sogno alle spalle; lui è Roland, scrittore in crisi creativa che sguazza nell’alcol per nascondere il fardello del pensiero. Vengono da New York per una vacanza di possibile riparazione del loro matrimonio su una tranquilla cittadina di mare della Francia a metà degli anni Settanta. Il problema è che Vanessa si chiude ancora di più in se stessa e il consumo di psicofarmaci non l’aiutano di certo a superare la depressione causata da un fatto che ha gravosamente stravolto la sua vita e la relazione con suo marito. Roland fa amicizia con il barista Michel e almeno lui trova un modo per parlare dei propri problemi con qualcuno. Sta di fatto che Vanessa comincia ad essere sempre più attratta dalla giovane coppia che si trova nella stanza accanto. È attratta in particolare da François, su cui proietta i desideri erotici repressi nei riguardi dell’amato marito Roland. Anche la bella Lea, giovane moglie del francese, che mostra attenzioni nei riguardi di Vanessa, è interessante; l’insoddisfatta Vanessa difatti comincia a provocare il proprio marito per sperare nella confessione di una bugia di Roland che riveli in realtà quello che lei avverte dentro di sé. Roland non sta pensando di andare a letto con Lea, è piuttosto Vanessa che sta pensando di andare a letto con François, e magari anche con Lea, tant’è che alla proposta di andare in barca con loro, finge di pensarci su, quando in realtà dentro di sé ha già trovato una risposta, ed è per questo che astutamente rivolge la richiesta a Roland. Un gioco a rimpiattino di astuta e notevole tensione erotica (tant’è che ad un certo punto si pensa all’eventualità di un desiderio inespresso di uno scambio di coppia) volto a scovare una verità che si denuncia da sola in modo allarmante, specie da quando si scopre nella loro stanza un buco attraverso il quale poter spiare i vicini che sono sempre intenti a far sesso. Il desiderio inespresso e incavato di Vanessa piomba a capofitto sulla freschezza della giovane coppia, con l’intento invidioso di sradicare quella bella gioventù da lei smarrita e vanamente ricercata negli anni, come in un colpo d’ali oltre il vento dei ricordi, rosa e stagnata dalle circostanze.

Jolie - By The Sea

Nulla è superfluo o lasciato al caso in questo andirivieni di colpevolezze reciproche, dove è il dramma intimo e umano di una donna resa sola dalle circostanze a prendere le redini del narrato e abilmente confezionato dalla raffinata regia di Angelina Jolie, protagonista nel ruolo di Vanessa accanto a Brad Pitt che interpreta il ruolo di Rolan, mentre Melvid Poupaud e Mélanie Laurent interpretano invece François e Lea. La complessità del rapporto dei due coniugi viene messo in scena esplorando a fondo e con acume le radici della loro instabilità, attraverso cose non dette, dialoghi smorzati, un linguaggio consciamente, coerentemente infedele alla verità. Sembra esserci coesione solamente quando ci si scopre voyeuristi attraverso quel buco, area di stretto accesso al mondo privato altrui, così innervante, così eccitante perché ricorda loro le gioie degli inizi, quel fulgore erotico che incombe su ogni cosa e che col passare del tempo si finisce per dimenticare, arrivando a ferirne le fondamenta. La Jolie regge il peso del dramma senza sconfinare nel melodramma, non carica giustamente le svolte più drammatiche, ricopre ogni cosa accortamente, grazie anche alla splendida fotografia di Christian Berger, con una sensualità che lascia spazio a più possibili deviazioni in un contesto che ricorda certe ambientazioni dei grandi film americani degli anni Cinquanta o certi scritti di Francis S. Fitzgerald e Ernest Hemingway. Ne nasce un confronto sublimato nel paesaggio di coinvolgente devastante bellezza, inondato nel desiderio represso, quando a mancare è la cosa di cui quella donna necessita di più al mondo. I giovani sposini divengono così l’occasione, almeno per Vanessa, di provare a riacchiappare quel fuoco svanito, anche a costo di andare incontro a un tradimento, che nell’atto dell’osservare senza essere guardati, o meglio scoperti, è reciproco. Com’è reciproca la voglia di tornare a riprendersi, a fermarsi sui passi di un balletto andante di menti offuscate e corpi in bilico, come se fossero sempre pronti e al limite degli scogli per mischiarsi a quel mare sufficientemente calmo da potersi esplorare a fondo come una volta, quando si parlava e ci si lasciava andare di più al regno dei sensi, prima di essere scoperti dal limitare del giorno, prima di essere cacciati dalla Pitt - By The Seadignità della quiete.

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