Prima di domani

Samantha Kingston osserva, assieme alle sue amiche, tutti dall’alto in maniera elitaria. Non ha occhi per i suoi cari e pensa che l’adolescenza sia riducibile a un mucchietto di superficiali e narcisistiche scorribande irrispettose della dignità altrui, prive di un briciolo di auto-riflessione. Ha tutta l’aria di essere una giornata speciale quella del 12 febbraio – in America il Cupid Day – ma qualcosa non funziona come dovrebbe e Samantha, al seguito delle sue amiche – Linsday, Elody e Ally – si ritrova a dover fronteggiare un mistero più grande della vita stessa, un corto circuito spazio-temporale che la induce a rivedere dettagli apparentemente ininfluenti della propria esistenza in un eternum indissolubile per poter afferrare – meglio tardi che mai – il vero senso dell’esistere.

Avere a che fare con l’ennesimo best-seller letterario – E finalmente ti dirò addio della scrittrice Lauren Olivier – è un arduo scoglio da sormontare, dato il peso che la letteratura fa ricadere come un macigno sul linguaggio audiovisivo del Cinema. Due cose profondamente diverse eppure, negli ideali del pubblico, con maggiore sforzo fusibili. La regista Ry Russo-Young, una talentuosa regista indipendente americana, e la sceneggiatrice Maria Maggenti, riescono a realizzare un potente teen-drama capace di buttare ai referenti del passato –Groundhog Day e Sliding Doors – solo un occhio, senza caderci malamente dentro con tutte le scarpe e i vestiti. La forza filosofica, di natura ciclica, che la trama innesta nella poetica regia, si fonde con la meraviglia che gradualmente esalta negli occhi di chi comincia a guardare il mondo e gli affetti, di prova in prova, con uno sguardo diverso, profondamente diverso. La scansione temporale del film è di natura circolare e la suddivisione del progressivo prendere coscienza del proprio ruolo, da parte di Samantha, sono resi con grande tatto, dosando sapientemente i tempi filmici con rallentamenti e accelerazioni in grado di captare le sfumature emotive di una crisi, volta a risolvere un finto appagamento concesso da un eccessivo stato di benessere.

I paesaggi canadesi – tra Vancouver e una regione rurale dello Squamish – si sposano sorprendentemente con i toni che tocca abilmente il film, contrariamente al romanzo, ambientato nel Connecticut.

Non ci poteva essere scelta più azzeccata di quella della fulgente nuova stella Zoey Deutsch (figlia dell’attrice Lea Thompson e del regista Howard Deutsch), nel ruolo di Samantha, favolosa in ogni dolce, suadente sfumatura della sua interpretazione. Spicca nel firmamento di un cast di tutto rispetto, dove nulla è lasciato al caso, e all’interno del quale si rivede anche Jennifer Beals, nel ruolo di Julie Kingston, madre di Sam.

Ry Russo-Young ribalta le convenzioni di molte commedie giovanili sondando con acume e spregiudicatezza certi prodromi spesso e volentieri trattati con superficialità. La commedia trasuda per frammenti, lasciando piuttosto traspirare barlumi di fierezza dentro un romanticismo per niente forzato, capace di sedurre con malinconia e ineluttabile pathos. Sarebbe stato un rischio cadere nella semplicistica cappa della favola tragica, invece Before I fall – in italiano Prima di domani – stupisce per scioltezza del messaggio e intensità delle svolte evolutive del racconto di una maturità in atto.

Il film ha tutta l’aria di essere una barbara, toccante, delicatissima istantanea di verità che ciclicamente torna e ritorna nell’arco d’interminabili 24 ore alla ricerca di una dimensione emotiva che dà l’impressione di realizzarsi parallelamente agli sviluppi della presa di coscienza della splendida Samantha. E a fronte di ciò, Prima di domani è un sorprendente film sulla responsabilità di ogni essere umano di riuscire, anche in fondo alla propria vita, a dispensare amore indiscriminatamente. Un amore trasmesso da un assetto di donne in ascesa – dalla scrittrice del romanzo alla sceneggiatrice, dalla regista al team di giovanissime attrici protagoniste di fascino e talento. Coadiuva con incisiva solidità la colonna sonora Adam Taylor, scandendo in profondità i tumulti adolescenziali.

C’è un momento dove tutto il valore di un percorso essenziale di vita si compie appieno nel suo intrinseco valore di pienezza assoluta: Samantha esce di casa per l’ultima volta, nel giorno finalmente perfetto; tira un profondo sospiro di sollievo, ha capito tutto, arrivando ad apprezzare persino le gocce di pioggia che stanno per cadere come fardelli dagli spessi rami degli alberi. Il panorama, e lei, non sono mai stati così vicini alle sommità del lucido splendore.

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